vaccino | Neoteron

Archivio

Posts Tagged ‘vaccino’

Decifrato il linguaggio dei linfociti T, la stele di Rosetta del sistema immunitario

25 gennaio 2015 Nessun commento  

Come può il nostro sistema immunitario difenderci da aggressori così diversi tra loro come virus, parassiti, funghi e tumori? Il segreto sta nel grande numero di cloni di linfociti T e B, ciascuno dei quali esprime un particolare recettore specifico. Fino a pochi anni fa, decifrare la complessità di questo immenso repertorio era considerata un’operazione impossibile.

L’analisi della specificità e funzione dei linfociti T combinata con i nuovi strumenti di sequenziamento del DNA di nuova generazione rappresentano una stele di Rosetta moderna che permette di decifrare la risposta immunitaria dell’uomo contro patogeni e vaccini.

Mancava una “stele di Rosetta”, ovvero una chiave di decodifica per “tradurre” e capire questo “linguaggio” in tutta la sua complessità. Oggi, grazie allo sviluppo di strumenti di sequenziamento del DNA di nuova generazione (next generation sequencing, NGS) è possibile ottenere rapidamente milioni di sequenze che rappresentano la carta d’identità dei linfociti T. Ma come si può risalire da questi dati alla specificità dei singoli cloni di linfociti e come possiamo capire la loro funzione?

La scoperta

A questa domanda ha dato risposta uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Science e condotto da un gruppo di ricercatori diretti da Federica Sallusto dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona (Università della Svizzera Italiana). Lo studio descrive un nuovo approccio che permette di decifrare il linguaggio dei linfociti T, le cellule del sistema immunitario che ci proteggono da patogeni e tumori. Combinando metodiche di next generation sequencing con la stimolazione in vitro e l’analisi delle cellule specifiche, i ricercatori sono riusciti, per la prima volta, a stabilire un catalogo completo della risposta immunitaria a patogeni e vaccini. In particolare hanno catalogato tutti i cloni che rispondono a un particolare microrganismo, determinandone la specificità e le proprietà funzionali, ad esempio la capacità di produrre mediatori dell’infiammazione (citochine) o di migrare in diversi tessuti.

I risultati delle ricerche sono sorprendenti sotto diversi punti di vista. Innanzitutto, il repertorio di linfociti T specifici è molto vasto e comprende migliaia di cloni, ciascuno caratterizzato da un diverso recettore. Un secondo risultato, del tutto inaspettato, è che all’interno dello stesso clone le cellule possono specializzarsi a svolgere diverse funzioni e a migrare in diversi tessuti.

La risposta immunitaria dell’uomo contro patogeni e vaccini comprende migliaia di cloni di linfociti T di diversa grandezza, ciascuno con una propria carta d’identità, che può essere “decifrata” combinando l’analisi della specificità e funzione con i nuovi strumenti di sequenziamento del DNA di nuova generazione.

Secondo Federica Sallusto, “usando questo nuovo approccio possiamo decifrare rapidamente il linguaggio dei linfociti T, cioè la loro identità, specificità e funzione, e possiamo farlo per le migliaia di cloni che mediano la risposta immunitaria a batteri e vaccini. In questo modo abbiamo scoperto che quando un linfocita T riconosce un patogeno e prolifera per debellarlo, le cellule figlie possono andare incontro a destini diversi, ad esempio acquisire la capacità di produrre diversi tipi di citochine o di migrare in diversi tessuti dell’organismo. Questa estrema flessibilità dei linfociti T umani rappresenta un elemento nuovo che spiega come il sistema immunitario sia in grado di reagire agli attacchi con differenti armi e su più fronti”.

La ricerca è stata sostenuta dal Fondo Nazionale Svizzero, dal Consiglio europeo per la ricerca scientifica (ERC), e dalla Comunità Europea.

L’Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona

L’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB), fondato nel 2000 a Bellinzona, è stato affiliato all’Università della Svizzera italiana (USI) nel 2010. Finanziato da istituzioni private e pubbliche e da finanziamenti a concorso, attualmente l’IRB conta nove gruppi di ricerca e 90 100 ricercatori. La ricerca è focalizzata sulle difese dell’organismo umano contro le infezioni, i tumori e le malattie degenerative. Con oltre 370 410 pubblicazioni nelle principali riviste scientifiche, l’IRB rappresenta un centro di eccellenza per l’immunologia. www.irb.usi.ch

Dati dell’articolo

Becattini, S., D. Latorre, F. Mele, M. Foglierini, C. De Gregorio, A. Cassotta, B. Fernandez, S. Kelderman, T.N. Schumacher, D. Corti, A. Lanzavecchia, and F. Sallusto. 2014. Functional heterogeneity of human memory CD4+ T cell clones primed by pathogens or vaccines. Science. 1260668. doi:10.1126/science.1260668.

Fonte: IRB.usi.ch
Elaborazione grafica: Antonino Cassotta e Mathilde Foglierini.

Al via sperimentazione di vaccino terapeutico contro cancro alla prostata e al rene

12 febbraio 2010 1 commento  

(ANSA) GENOVA, 10 FEB – La sperimentazione di un nuovo vaccino contro i tumori alla prostata e al rene e’ stata presentata oggi alla Facoltà di Medicina di Genova dal preside della facoltà Giancarlo Torre insieme al team universitario di ricerca ideatore della terapia. Due anni di studio nei laboratori dell’Università di Genova hanno portato al nuovo vaccino, riconosciuto e approvato dall’Istituto Superiore di Sanità, che si fonda sull’impiego di frammenti della molecola telomerasi e ha l’obiettivo di ”insegnare” ai linfociti dei pazienti a riconoscere e uccidere la molecola delle cellule tumorali.

Linfocita al microscopio elettrinico a scansione

Linfocita osservato al Microscopio Elettronico a Scansione

La sperimentazione sul primo paziente, svolta in collaborazione con l’ospedale San Martino di Genova, e’ iniziata una settimana fa senza alcun rigetto della terapia. Presto saranno trattati dieci malati di tumore alla prostata e dieci di tumore al rene. Essendo la telomerasi una molecola presente in tutti i tumori, il vaccino potenzialmente potrebbe essere applicabile al trattamento di ogni tipo di malattia neoplastica. I pazienti saranno sottoposti a 8 somministrazioni intradermiche in tre mesi. Poi i primi risultati. Il team di ricerca ideatore del vaccino e’ composto dai professori dell’Università di Genova Gilberto Filaci, Francesco Indiveri e Paolo Traverso. ”Si chiama vaccino – ha spiegato Filaci – perche’ questa procedura vuole indurre una risposta immunitaria nei soggetti affetti da tumore. Il nuovo possibile vaccino andrà contro il bersaglio molecolare presente nelle cellule tumorali: se il sistema immunitario riuscirà ad andare contro la telomerasi sarà possibile sviluppare nuove cure. E’ un vaccino terapeutico, non preventivo”. ”Il tumore della prostata in Italia colpisce un caso ogni 14 persone – ha spiegato Traverso -; il tumore del rene un caso ogni 62 persone. L’obiettivo della sperimentazione e’ abbassare l’incidenza di queste patologie”.

La telomerasi e la sua azione

L’espressione della proteina telomerasi è una caratteristica comune delle cellule di molti tipi di cancro. Studi recenti, come quello citato, hanno mostrato promettenti sviluppi nella immunoterapia anti-telomerasi per combattere il cancro, usando la trascrittasi inversa telomerasica umana, abbreviato hTERT (human telomerase reverse transcriptase), come antigene tumorale (ovvero come “marcatore” di cellule tumorali individuabile dal sistema immunitario). La vaccinazione, usando frammenti peptidici di hTERT o tramite l’inserimento di linfociti T citotossici specifici per hTERT, induce un aumentata regressione tumorale. Infatti i linfociti T citotossici CD8+ (ovvero la popolazione di linfociti T che espone la glicoproteina CD8 come antigene sulla superficie della cellula) specifici per vari peptidi hTERT, lisano le cellule tumorali originate da vari tessuti, in quanto esprimono hTERT. Anche linfociti T helper CD4+ sono attivati dai peptidi hTERT alla risposta immunitaria.

La telomerasi è generalmente repressa in cellule adulte somatiche normali, mentre è attiva in cellule della linea germinale, dove assicura la protezione da forme di invecchiamento cellulare dipendenti dal progressivo accorciamento delle estremità dei cromosomi (i telomeri, appunto) con le replicazioni del genoma e divisioni cellulari: tale fenomeno di accorciamento cromosomico (che d’altronde avviene normalmente in cellule somatiche), noto come senescenza replicativa, con il passare delle generazioni porterebbe a degradazione di tratti cromosomici codificanti, ed è prevenuto dall’azione enzimatica della telomerasi. Per il meccanismo di azione cliccare qui

Dunque ecco che la notizia di sperimentazioni su pazienti di tecniche di questo tipo non può che far aumentare ulteriormente le nostre speranze per la crociata contro il cancro.

Fonte:  Telomerase in cancer immunotherapy – archivio PubMed

Categorie:Medicina e salute

Creare blog

  • RSS
  • Facebook
  • Twitter
  • Home
  • Torna su