terapia genica | Neoteron

Archivio

Posts Tagged ‘terapia genica’

La nuova e promettente terapia “antigenica”

22 ottobre 2010 Nessun commento  
La terapia si basa sulla formazione di triple eliche di DNA e di energia luminosa per silenziare l’attività dei geni

La terapia antigenica è una innovativa strategia di trattamento che prevede l’uso di farmaci a base di DNA per localizzare con precisione dell’energia luminosa su un gene target, spegnendo così la sua attività.

Una recente review pubblicata su Oligonucleotides, una rivista peer-reviewed edita dalla Mary Ann Liebert, Inc. di New Rochelle (stato di New York), analizza le possibilità e le sfide per l’applicazione clinica di questo nuovo approccio di modulazione del DNA tramite foto-attivazione. La review è visualizzabile gratuitamente al segnente link (Site-Specific DNA Photocleavage and Photomodulation by Oligonucleotide Conjugates)

Formazione di una tripla elica di DNA mediante l'inserimento di un oligont. nel solco maggiore

Netanel Kolevzon e Eylon Yavin, della The Hebrew University of Jerusalem (Israele), descrivono nel loro articolo il meccanismo che sta dietro alla terapia antigenica e lo sviluppo di farmaci basati su TFO (acronimo per Triple Forming Oligonucleotide), capaci di inibire l’espressione genica in maniera altamente mirata e selettiva.

I TFO sono infatti oligonucleotidi (sintetici) capaci di formare una tripla elica, introducendosi nel solco maggiore della doppia elica e creando dei legami idrogeno di tipo Hoogsteen con le purine delle coppie di basi Watson-Crick¹: a differenza delle terapie antisenso già esistenti, che hanno come bersaglio l’RNA, la terapia antigenica ha quindi come target direttamente una sequenza di DNA.

Attaccando un agente fotoreattivo all’oligonucleotide TFO, e fornendo energia luminosa al sito di attacco sul genoma, il farmaco (sensibile alla luce) si attiva ed innesca una reazione di taglio o di cross-linking del DNA: tale danno al genoma, foto-indotto e sito-specifico, avrà come effetto il silenziamento del gene.

“Parecchi ostacoli si pongono davanti a questa strategia prima che possa essere applicata clinicamente” avvertono gli autori. In ogni caso, se la terapia antigenica si dimostrerà effettivamente valida “molte malattie che sono attualmente incurabili o comunque trattabili con scarsi risultati, potrebbero essere potenziali campi di applicazione di questo genere di approccio” concludono.

“Questo è un approccio ingegnoso e potenzialmente molto efficace per la regolazione mirata dell’espressione genica” dice Jhon Rossi, PhD, co-editore di Oligonucleotides e professore al Dipartimento di Biologia Molecolare del Beckman Research Institute (California)
Fonti: Tesi di dottorato in Scienze Biotecnologiche di Stefano D’Errico, Università di Napoli Federico II
Liebertpub.com

Terapia genica per curare l’atrofia muscolare spinale

1 marzo 2010 5 commenti  
La terapia genica come cura definitiva delle malattie genetiche

Una nuova ricerca condotta alla Ohio State University ha mostrato come la terapia genica, tecnica che permette di inserire nelle cellule malate del DNA esogeno sano, al fine di ripristinare la funzione normale, non sia più solo un miraggio e che presto potrà essere applicata anche nell’uomo su larga scala.

Attraverso tale tecnica, i ricercatori sono stati in grado di correggere in topi precedentemente mutati (il topo è un animale modello studiato proprio in base alla sua grande omologia con l’uomo a livello genetico), alterazioni della funzione motoria, del sistema nervoso e ad indurre aumentata sopravvivenza.

La SMA colpisce 1/6000 nati, portando a morte prima dei 2 anni

Neurone di topo visto in microscopia confocale

Le mutazioni indotte nelle cavie prima della terapia sono del tutto analoghe ai sintomi della atrofia muscolare spinale (SMA), malattia genetica umana che porta a letalità infantile. La SMA colpisce negli Stati Uniti uno ogni 6000 nuovi nati, e porta spesso a morte prima dei 2 anni: vi sono differenti tipi di SMA, con gravità e aspettativa di vita diversa a seconda di quanto l’apparato respiratorio sia compromesso, e ad oggi non esistono cure definitive, se non farmaci e fisioterapia che possano alleviarne i sintomi.

Tale malattia è dovuta al fatto che i neuroni motori – cellule nervose che mandano segnali dalla spina dorsale ai muscoli – producono una quantità insufficiente di quella che è chiamata “proteina di sopravvivenza dei neuroni motori” (SMN – survival motor neuron protein): questa carenza di SMN nei motoneuroni, piuttosto che nelle altre cellule di tutto il corpo, è causata dall’assenza di un singolo gene.

I ricercatori hanno iniettato nel circolo sanguigno di topi tra 1 e 10 giorni di età la versione alterata di un virus contenente DNA con il gene per la proteina SMN: il vettore virale utilizzato conteneva così il gene mancante nel topo, ed inoltre aveva mantenuta la capacità di infettare le cellule ed iniettare così il gene SMN, ma era privo della capacità di replicarsi e poter proseguire l’infezione, portando a danni collaterali.

Dice Arthur Burghes, professore di biochimica molecolare e cellulare alla Ohio State University:

 ”Abbiamo sostituito ciò che sapevamo si era perso. E abbiamo capito che se si inserisce la proteina dopo la nascita, essa recupererà il difetto genetico. Questa tecnica corregge la malattia molto più che qualsiasi cocktail di farmaci studiato come potenziale trattamento nell’uomo”.

Prosegui la lettura…


Categorie:Medicina e salute

Creare blog

  • RSS
  • Facebook
  • Twitter
  • Home
  • Torna su