Staminali endometriali per riparare i danni del morbo di Parkinson | Neoteron

Staminali endometriali per riparare i danni del morbo di Parkinson

Secondo un nuovo studio condotto da ricercatori della Scuola di Medicina di Yale, cellule staminali derivate dall’endometrio (la mucosa che riveste la cavità interna dell’utero) e trapiantate nel cervello di topi da laboratorio affetti da morbo di Parkinson sembrano ripristinare la funzionalità delle cellule nervose danneggiate dalla malattia.

Neuroni sviluppati a partire da staminali del tessuto endometriale

I risultati della ricerca sono stati pubblicati nel Journal of Cellular and Molecular Medicine, ed anche se si tratta di dati preliminari, “rendono comunque verosimile l’ipotesi che del tessuto endometriale possa essere estratto da donne affette da morbo di Parkinson e quindi possa essere utilizzato per far ricrescere aree del cervello danneggiate dalla malattia” come sostiene il responsabile del team, Hugo S. Taylor, professore alla School of Medicine di Yale.

Per via della loro abilità di dare origine a nuovi tipi cellulari, le cellule staminali potrebbero rappresentare la chiave nel trattamento di diversi tipi di malattie (come nel caso specifico il Parkinson), in cui le cellule proprie del corpo siano danneggiate o del tutto morte.

Il morbo di Parkinson è causato da una degenerazione progressiva delle cellule nervose che producono dopamina, dette anche cellule dopaminergiche, che avviene soprattutto a livello del sistema extrapiramidale (la stessa area soggetta a degenerazione nel caso della Corea di Huntington).

Dopamina, prodotto della via biosintetica che porta a noradrenalina e adrenalina

La dopamina è un neurotrasmettitore che stimola i motoneuroni, che a loro volta controllano la contrazione muscolare: quando la produzione di dopamina è ridotta, i nervi non sono in grado di controllare i movimenti o di mantenere il coordinamento.

Nel loro studio, Taylor e colleghi hanno raccolto e messo in coltura tessuto endometriale proveniente da nove donne diverse, ed hanno verificato che tali cellule possono essere trasformate in cellule dopaminergiche come quelle presenti nel cervello.

“Il livello di dopamina nei topi è aumentato non appena abbiamo trasferito le staminali entometriali all’interno dei loro cervelli” dice Taylor. “Questo è incoraggiante in quanto le donne possiedono una ottima riserva di cellule staminali che possono essere estratte facilmente, e che possono differenziare in altri tipi cellulari utili nel trattamento anche di altre patologie.”

Nell’evidenziare i vantaggi derivanti dall’uso di staminali endometriali, Taylor ha fatto notare come le questioni etiche che circondano l’uso di cellule staminali embrionali siano del tutto eliminate in casi come questi, in cui si fa uso di cellule staminali adulte.

Da sottolineare inoltre che le staminali endometriali sono una delle migliori fonti per la generazione di nuovi neuroni, in quanto tali cellule nervose una volta impiantate hanno generato minor rigetto rispetto ad altre provenienti da fonti staminali di diverso tipo.

“Questa è solo la punta dell’iceberg di ciò che saremo in grado di fare con queste cellule” ha detto infine Taylor. “Riteniamo che questi neuroni siano solo i primi di una lunga serie di tipi cellulari derivati dall’endometrio, che possano essere impiegati nel trattamento di svariate malattie”

Fonte: EurekAlert!


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    1. piatto
      22 maggio 2010 a 7:56 | #1

      Vorrei, per favore, sapere, se qualcuno degli addetti puo’ dirmelo, quanto tempo approssitivamente puo’ passare per la sperimentazione sull’uomo pe r beneficiare del trapianto delle cellule staminali dell’endometrio per la cura del parkinson.
      grazie, g.p.

    1. 9 maggio 2010 a 3:11 | #1

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